Realizzare i sogni è la cura

Valentina Collu di Perdaxius, dopo diverse esperienze all'estero, ha scelto di lavorare Budapest in una multinazionale indiana come IT service desk analyst, dove gestisce le richieste di assistenza tecnica, lo fa in italiano e inglese.

Lavoro che ha ottenuto candidandosi direttamente attraverso il sito di questa multinazionale, un anno e mezzo fa. 

Quando le chiedo perchè Budapest risponde così: “Ho frequentato in questa città nel 2016 un traineeship. Per me è stata la seconda scelta, perchè il mio desiderio era tornare a Istanbul, un'altra città che amo, dove ho fatto l'Erasmus , per me una “seconda casa”. Purtroppo, a causa del colpo di stato e degli atti terroristici, sarebbe stato un grosso rischio partire nuovamente e prima che l'università mi annullasse il progetto, ho deciso di cambiare destinazione. Ho scelto Budapest, anch'essa città orientale, perchè avevo visitato e già conosciuto zone occidentali in Francia, Spagna, Inghilterra, Olanda Austria e mi piaceva l'idea di vivere questa nuova esperienza in una città diversa. L'Europa dell'est per me era ancora sconosciuta in quel periodo ed è stata una meravigliosa sorpresa, infatti, una volta in Sardegna, ho promesso a a me stessa e agli amici che sarei tornata laggiù, e così è stato.” 

Il suo primo impatto con gli ungheresi non è stato positivo.  Racconta così Valentina: " Tuttora le persone che lavorano in attività commerciali sono diffidenti e in particolare gli adulti tra i 40/50 anni non si aprono facilmente agli stranieri. Ho scoperto dopo che il problema non era lo straniero, non ero io, ma talvolta il loro lavoro, lo stress. Quando ho conosciuto i giovani ungheresi la mia opinione è cambiata totalmente." 

La prima esperienza di Valentina fuori dall'isola e dall'Italia è all'età di 13 anni, con una amica e compagna di scuola, a Lione, ospite delle “pen-friends”, due sorelle, tutt'ora ottime amiche. Mentre ora le amicizie nascono sui social network - precisa - negli anni '90 nascevano con la corrispondenza.

Basterebbe questo per raccontare la bellezza e ricchezza di questa storia, una ragazza sarda dopo diverse esperienze internazionali, cerca e trova lavoro in Ungheria presso una multinazionale Indiana parlando in inglese. Ma non è tutto. La storia di Valentina parla di ponti, di amore per la conoscenza e per il diverso, di un forte senso di responsabilità e autonomia. Racconta di come si possano superare i propri limiti e convivere con una malattia, impegnandosi e credendo fortemente nei propri sogni. Valentina tiene particolamente a trasmettere il messaggio che tutto è possibile, se veramente si ha la forza e la determinazione di farlo. I sogni, gli obiettivi, i desideri possono concretizzarsi. E precisa: " Ho avuto anche io vari impedimenti, causati da una malattia cronica accertata, ma che a causa dei sintomi di cui non ne ero a conoscenza ha rallentato e sospeso i miei progetti, arrivando addirittura al pensiero di rinunciare. Ho capito che non è mai troppo tardi per ricominciare e solo dopo qualche anno dalla diagnosi ho imparato a vincerla, a fare ciò che mi fa davvero stare bene, insieme alle cure per combatterla. Ho capito che realizzare i propri sogni è forse la cura migliore.”

Ultima modifica il Giovedì, 21 Maggio 2020 06:53
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