La cura e la distanza

Il covid sta cambiando le nostre vite. In prima linea in questo combattimento contro un nemico silenzioso i medici e i sindaci. Per questo oggi ho deciso di intervistare il nostro pediatra.

Dott. Cera Giuseppe Egidio è un medico chirurgo specializzato in pediatria nel 1992, presso l’Università degli Studi di Cagliari. Attualmente è un pediatra di libera scelta nei comuni di Domusnovas e Villamassargia, dove assiste circa 890 bambini.

Cosa indicano i protocolli in caso di presenza di uno dei sintomi legati al Covid? Come devono comportarsi le famiglie?

Il coronavirus è un virus che appartiene alla famiglia dei orthocoronavirinae , virus respiratorio che puo’ causare malattie da lievi a moderate e talvolta gravi. I sintomi più comuni vanno dalla tosse, prevalentemente secca, febbre , starnuti , rinorrea, vomito ,diarrea, manifestazioni esantematiche, e negli adulti perdita dell’ olfatto e del gusto. Nel caso un individuo abbia uno di questi sintomi dovrebbe contattare il proprio medico curante telefonicamente, il quale deciderà se i sintomi riferiti siano compatibili con una possibile infezione da covid-19 e in caso di sintomi sospetti comunicherà il caso al dipartimento di prevenzione che si attiverà per l’esecuzione di un tampone naso –faringeo. Il caso sospetto dovrà mettersi in quarantena fiduciaria sino all’esito del tampone. Se questo dovesse risultare negativo si potranno riprendere le normali attività , mentre in caso di tampone positivo sarà necessaria la quarantena per tutto il nucleo familiare e per i contatti stretti. Nel caso in cui caso fosse coinvolto un minore un genitore può assentarsi dal lavoro per accudire il proprio figlio

Ci sono degli elementi che possono ricondurre ad una positività del virus?

Per ora l’ unico esame che ci consenta di poter escludere un infezione da coronavirus è rappresentato dal tampone naso-faringeo. Itest sierologici possono indirizzare verso una possibile infezione, ma non danno la certezza. Ora è in via di sperimentazione un tampone salivare che dovrebbe essere meno invasivo e di più rapida lettura.

La ripresa della scuola segna anche l'inizio della ripresa dei rapporti sociali e di vicinanza tra i bambini, quella vicinanza tanto temuta per via delle facilità dei contagi. Ora che contemporaneamente riprenderanno anche le attività sportive, ricreative e culturali pomeridiane dei bambini. Come comportarsi? 

Dato per scontato che la socializzazione è un elemento fondamentale per lo sviluppo psico-fisico dell’ individuo, nel contempo può favorire la diffusione della pandemia. Sarebbe opportuno, almeno per ora, adottare degli stili di vita sociale che consistono nell’evitare i contatti stretti (baci, abbracci,strette di mano) e usare dispositivi di protezione “ mascherine” e igienizzare le mani frequentemente. Le attività sportive si dovrebbero svolgere all’aperto se possibile e nel rispetto delle distanze, circa 1 metro. Con i bambini e soprattutto con quelli più piccoli penso che il tutto sia comunque impossibile da realizzare.

Esistono già degli studi, riferiti anche ad altri Paesi, che possano darci elementi utili a capire le caratteristiche del virus nei bambini e la loro risposta immunitaria? 

Si, esistono delle evidenze. Innanzitutto i bambini quando contagiati manifestano nella stragrande maggioranza dei casi sintomi lievi, assimilabili ad una semplice influenza e molto rare sono le infezione delle basse vie respiratorie “ polmonite , etc”. Probabilmente questo è dovuto alla scarsa rappresentanza a livello delle cellule polmonari dei recettori ace -2 , recettori necessari al virus per penetrare nelle cellule e replicarsi e scatenare tutti i processi di distruzione cellulare. Per quando riguarda invece la possibilità da parte dei bambini di essere contagiosi sembrerebbe che gli stessi possano diffondere il virus in egual misura rispetto ad un individuo adulto. Da un punto di vista immunitario il coronavirus è un virus che cambia in continuazione e con estrema frequenza pertanto se qualcuno e’ venuto a contatto con lo stesso dopo pochi mesi potrebbe riammalarsi , studi recenti comunque hanno dimostrato che la seconda infezione dovrebbe passare con sintomi molto attenuati rispetto alla prima, segno che un po’ di memoria immunitaria e’ stata conservata

Rispetto allo stile di vita e all'alimentazione esistono delle linee guida da seguire?

Certamente uno stile di vita sana basato sull’attività fisica cercando di evitare l’indebolimento recato da agenti dannosi (tipo fumo, smog etc) e un'alimentazione corretta con una ridotta assunzione di sale, zucchero e cibi preconfezionati, sarebbe auspicabile In sintesi si tratta di una battaglia tra il nostro corpo e il virus e metterci nelle condizioni migliori per combattere non può che aiutarci. Vere e proprie linee guida per questo aspetto non ne esistono.

Come pensa possa evolvere la situazione? 

Sinceramente non ne ho idea. Trattandosi di un virus altamente contagioso e sconosciuto dal nostro sistema immunitario penso che prima o poi ognuno di noi lo incontrerà sperando che col tempo divenga meno virulento come in genere capita a questa famiglia di virus. Dobbiamo comunque cercare con il nostro stile di vita di non favorirne la diffusione, soprattutto per proteggere le fasce più vulnerabili della nostra società. Abbiamo un dovere morale e sociale da adempiere,bastano pochi sacrifici .

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