La ricerca, oltre la Sardegna

 
 
La migliore giovane ricercatrice europea è Sarda, si chiama Valentina Sessini, appassionatissima di storia, fin da piccola, ha sempre detto di voler diventare un' archeologa.
 
La mia insegnante delle elementari "Maestra Lisetta" ci raccontava la storia come delle fiabe. Lei era ventriloqua e ci diceva che erano i suoi occhiali che ci raccontavano la storia. Immagino che questo abbia influito nella mia passione per la storia e per diventare archeologa.
 
Una volta arrivata alle medie e superiori aveva sempre piú chiaro che la sua passione era per le materie scientifiche e le lingue. Inizialmente pensava di  di lavorare nella Commissione Europea e fare mediazione internazionale e parlare le lingue orientali e successivamente ha iniziato a immaginarsi come ricercatrice.
 
Valentina ha studiato al liceo linguistico E. Lussu di San Gavino Monreale, dopo il diploma si è iscritta al corso di laurea in scienza dei materiali con sede a Iglesias, Monteponi. La sua passione per i viaggi l'ha portata ad andare all'ETH di Zurigo per fare un lavoro sperimentale per la sua tesi di laurea triennale.
 
Ho scelto scienza dei materiali perché la mia insegnante di biologia mi diceva sempre che se fosse tornata indietro lei avrebbe scelto di studiare queste materie. Leggendo le informazioni relative al corso mi sembrò particolarmente interessante soprattutto per l'interdisciplinarità essendo basato sulla fisica, la chimica e l'ingegneria dei materiali.
 
La Laurea Specialistica Valentina l'ha conseguita a Cagliari, in Scienza e Ingegneria dei Materiali, la sua seconda tesi era basata su un lavoro sperimentale svolto nella facoltà di Fisica.
 
Dopo un anno e mezzo di pausa, alla ricerca di lavoro e studiando musica e lavorando come cameriera (d'altronde come durante tutto il mio percorso universitario) a dicembre 2012 ho deciso di partecipare alla selezione per iscrivermi al master in Chimica Verde dell'Università di Sassari.
 
Durante il master ha fatto due tirocini e inseguito il concorso per entrare a fare il Dottorato in "Ingegneria dei Materiali Innovativi" nell'Università di Perugia, dove ha ricevuto una borsa ministeriale chiamata "Fondo Giovani Ricercatori".
Durante il Dottorato ha fatto diversi periodi all'estero e lavorato in un'azienda come consulente di ricerca e innovazione tecnologica. Nel frattempo ha scritto anche il suo terzo progetto di ricerca per ottenere una borsa Marie Curie all'Università di Alcalà, dove lavora attualmente. 
 
 
Ho sempre lavorato con plastiche ottenute da fonti rinnovabili biodegradabili e non. In dettaglio, ricerco nuove plastiche definite anche "intelligenti" con proprietà come di memoria di forma e piezoelettriche. La memoria di forma è la capacità di un materiale di tornare alla forma originale a partire da una forma previamente programmata grazie all'applicazione di uno stimolo esterno come temperatura, umidità, corrente elettrica, luce, etc. un esempio sono gli stent per le arterie che si mettono piegati perché abbiano piccole dimensioni e si possa evitare la chirurgia per introdurlo nell'arteria e una volta che è nel corpo, grazie alla temperatura corporea diventa della dimensione opportuna (più grande) perchè possa allargare l'arteria e far passare coaguli.
I materiali piezoelettrici invece sono capaci di trasformare uno stimolo meccanico in corrente elettrica e viceversa. Ad esempio premendo o piegando un materiale questo è capace di trasformare quell'energia in corrente elettrica oppure applicando una corrente elettrica al materiale si puó piegare. Un esempio pratico utile per il recupero di energia altrimenti sprecata sono i sensori nelle autostrade che sono capaci di trasformare l'energia delle auto in corrente illuminando la stessa autostrada.
 
 
Nel mese di maggio 2020 il presidente della giuria dell'ambito premio le ha comunicato di essere stata selezionata tra i migliori 3 della categoria postdoc, invitandola all'ESOF2020 a Trieste a Luglio per fare una presentazione sulla  carriera durante la cerimonia dove avrebbero annunciato il vincitore selezionato dalla giuria (jury prize) e quello dal pubblico (popular prize).
 
Per via del COVID, l'ESOF2020 e la cerimonia EYRA sono stati rimandati a Settembre e infine quest'ultima è stata fatta totalmente online (https://www.youtube.com/watch?v=i-xZocVeqQA&list=LLN2hWqe80_tT4VLolTU_iKg&index=2&t=3937s). Dopo le presentazioni dei 3 candidato postdoc, la giuria ha annunciato i vincitori di entrambi i premi, così ho scoperto di essere vincitrice di entrambi i premi. Come si può vedere dal video, io non mi aspettavo nella maniera più assoluta di essere la vincitrice e dopo qualche secondo di incertezza dove ero sbalordita, sono riuscita a tirar fuori poche parole di ringraziamento. Per giorni ho pensato che fosse solo un sogno, meno male che era tutto registrato!!! È stato tutto molto strano essendo stato tutto online e da casa, in più questo riconoscimento è arrivato in un momento della mia vita dove il mio focus era totalmente la famiglia e la mia bimba quindi per me era ancora più inatteso. Ero molto felice perchè finalmente tanti sforzi fatti negli ultimi 6 anni venivano riconosciuti.
 
 
Valentina, oltre che essere una cantante è anche mamma di una bambina di 4 mesi.
 
Ora che sono mamma sarà sicuramente più complicato, però ero arrivata a un punto della vita dove non avrebbe più avuto senso continuare ad avere successi professionalmente sentendomi frustrata per non poter dedicare del tempo a costruire una famiglia che tanto stavamo desiderando da tempo con mio marito. Quindi sono pronta per mettermi di impegno per conciliare queste due sfaccettature della mia vita, la mamma e la ricercatrice. Fino ad oggi sono riuscita a conciliare al meglio la ricercatrice e la cantante, fare la mamma cantando sarà ancora più gratificante.
 
 
Attualmente Valentina vede il suo futuro in Spagna, dove ha tante porte aperte per poter realizzare il suo sogno di ricercatrice. 
La cosa che le manca di più della Sardegna è l'odore del mare. Madrid è al centro della Spagna, il mare più vicino è a 350 km, Valencia, quindi non è semplice andare a fare una passeggiata in spiaggia.
 
 
In Sardegna mancano opportunità e dopo anni fuori credo che il nostro ritmo "tranquillo" nella maggior parte delle persone si trasforma in pochi stimoli per fare cose nuove, per scoprire nuove opportunità e fare nuove esperienze. Ciò che manca alla Sardegna manca anche al resto d'Italia ed è il riconoscimento della professione del ricercatore che a partire dal dottorato non ha un contratto di lavoro e nessuna tutela o diritto.
 
Ultima modifica il Venerdì, 27 Novembre 2020 18:13
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